Pokemon Go: la nuova "psicosi"?

28.07.2016 14:06
di Leano Cetrullo

Pokémon Go è un gioco che utilizza la realtà aumentata e la tecnologia GPS, per trovare questi ‘’esseri’’ virtuali nella vita reale delle persone. Qui ci troviamo di fronte ad un primo paradosso: devo trovare qualcosa di non reale nella realtà. Questi ragazzi che cercano ossessivamente la ricompensa, aumentano esponenzialmente i livelli di stress ed ansia, e quando questi livelli sono per molto tempo troppo elevati la salute ne risente disregolando anche l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene. In risposta ad uno stimolo stressogeno l’attivazione ipotalamica fa secernere CHR (ormone di rilascio della corticotropina) e la AVP (arginina-vasopressina) attivando nel locus coeruleus il rilascio di noradrenalina. Mentre le catecolamine vengono liberate si attiva a cascata anche la produzione di cortisolo. L’attivazione del sistema simpatico in risposta allo stress aumenta la frequenza cardiaca, la frequenza respiratoria, la pressione arteriosa e lo stato di vigilanza. Questo sistema è sicuro e funzionale per l’individuo nel breve periodo ma è deleterio nel lungo periodo. Stimoli stressogeni persistenti sono in grado di alterare il sistema immunitario, indebolendolo, producendo e aumentando la citotossicità delle cellule Natural Killer. Aumentando la vulnerabilità dell’individuo alla sviluppo di malattia. Negli ultimi decenni la letteratura e quindi numeri studi, dimostrano la stretta correlazione tra i sistemi fisiologici implicati nella risposta allo stress e l’azione di soppressione del sistema immunitario a causa delle catecolamine e dei corticosteroidi. Un’attivazione prolungata dell’asse dello stress (HPA) è legata alla degenerazione neuronale, ad atrofia neuronale ed a morte cellulare.
 

I ragazzi non hanno bisogno di una applicazione per camminare, hanno bisogno di un genitore che li faccia camminare.

Paradossalmente, dal mio punto di vista questo gioco isola nella massa. Mentre si gioca, anche se in mezzo ad una folla si è soli, l’attenzione è sullo schermo, gli stimoli esterni non hanno valore, l’unico obiettivo è la gratificazione per la cattura di un ‘’pokemon’’. Forse non ci siamo resi conto della gravità della situazione, dove i genitori sono contenti che i figli crescano inseguendo qualcosa di non reale nella realtà. Sovrappongo questo mio pensiero alla coazione a ripetere del drogato dove anche quest’ultimo cerca un’autoterapia (non reale) nella realtà. E’ forte paragonare un adolescente ad un drogato ma le dinamiche psichiche sono simili, negandolo saremmo solo ipocriti.
 
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